Primo piano di una tela dipinta con spesse strisce verticali di colori vivaci che richiamano l'arcobaleno, dal rosso al fucsia, con texture in rilievo

Cosa c'entrano i videogiochi con la crisi abitativa?

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18/05/26

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Ciao!
Hai mai sentito parlare di IDAHOBIT? È l’acronimo di International Day Against Homophobia, Biphobia e Transphobia. Detto in italiano, la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia che celebra il traguardo storico raggiunto il 17 maggio 1990, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali.
La giornata non celebra solo i traguardi raggiunti, ma è anche un'occasione per fermarsi, guardare dove siamo e ricordarci che la strada per arrivare a una cultura di rispetto e inclusione per tutti e tutte è ancora lunga.
Sul piano legale, la Rainbow Map 2026 di ILGA-Europe fotografa una situazione sempre più polarizzata. Lo studio, che misura il livello di tutela della comunità LGBTQIA+ in 49 Paesi tra Europa e Asia centrale, mette la Spagna al primo posto della classifica premiando le scelte dell’attuale Governo: nuove tutele legali, un'autorità indipendente contro le discriminazioni, un processo di depatologizzazione delle identità trans in ambito sanitario. L'Italia, al contrario, perde un'ulteriore posizione e si ritrova a un solo punto percentuale dall'Ungheria, spesso sanzionata dall'UE per le sue leggi discriminatorie.
I diritti vivono anche negli algoritmi che decidono chi è visibile e chi no, chi viene raggiunto da quali contenuti, chi esiste dentro i sistemi che usiamo ogni giorno. È proprio su questo che lavora EDGE, associazione LGBTQIA+ di manager, professioniste e professionisti, con il progetto "A+I Algoritmi+Inclusivi": un report che studia come i bias si riproducono e si amplificano negli algoritmi, e cerca soluzioni concrete per una governance etica dello sviluppo tecnologico.
Ma i diritti vivono anche nelle storie, soprattutto in quelle che raccontiamo ai bambini e alle bambine. Le parole che scegliamo, nelle aule, nei libri e nei feed decidono chi può immaginarsi protagonista della propria vita e chi resta ai margini. Ne abbiamo parlato con Francesca Cavallo, autrice di “Storie spaziali per maschi del futuro” e della newsletter Maschi del futuro, che da anni lavora per allargare le possibilità che i libri per l'infanzia offrono a chi li legge.
Nel suo Di cosa parlano i libri per bambini Giorgia Grilli osserva che molti libri per l'infanzia nascono dal desiderio adulto di spiegare, correggere, rassicurare. I tuoi libri sembrano invece interessati ad allargare il numero delle possibilità. Che cosa può nascere da una storia che non insegna ad adeguarsi, ma a immaginarsi?
Penso che la differenza più importante sia il modo in cui ci si rivolge a chi legge. Una storia che vuole insegnare ha già deciso cosa il bambino deve capire: il finale è scritto prima dell'inizio. Una storia che vuole allargare le possibilità, invece, parte dal presupposto che chi legge sia un'intelligenza con cui lavorare, non un problema da gestire.
Quando ho scritto Storie spaziali per maschi del futuro, la tentazione sarebbe stata quella di spiegare ai bambini come dovrebbero essere - meno aggressivi, più gentili, più rispettosi. È il riflesso adulto di fronte ai maschi in questo momento storico: correggerli. Ma un bambino che riceve la correzione come prima cosa impara una sola lezione, ed è che c'è qualcosa di sbagliato in lui.

Eurovision 2026, tra musica e polemiche

La settantesima edizione dell'Eurovision Song Contest si è aperta martedì 12 maggio a Vienna e si è chiusa sabato 16 maggio con la vittoria della Bulgaria, rappresentata da Dara.
©CNN
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Sul secondo gradino del podio si è classificato Israele, con Noam Bettan e il brano “Michelle”. Al termine dell’esibizione, il cantante ha salutato il pubblico con le parole “Am Yisrael Chai” (“Il popolo d’Israele vive”): un’espressione che, in un clima già fortemente polarizzato, è stata letta da alcune persone come un messaggio identitario e da altre come una presa di posizione politica. Anche per questo, l’edizione 2026 è stata tra le più contestate nella storia recente dell’Eurovision.
Al centro delle polemiche, la decisione dell’European Broadcasting Union (EBU) di permettere la partecipazione di Israele nonostante le richieste di esclusione avanzate da attivisti e organizzazioni in relazione alle accuse di violazioni del diritto umanitario a Gaza. Irlanda, Spagna, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda hanno scelto di non partecipare; le tv pubbliche irlandese e spagnola non hanno trasmesso l’evento, mentre l’emittente slovena ha mandato in onda contenuti dedicati alla Palestina.
A rendere il dibattito ancora più acceso si è aggiunta un’inchiesta del New York Times, secondo cui dal 2024 il governo israeliano avrebbe investito oltre 800.000 dollari in campagne coordinate per promuovere la partecipazione all’Eurovision e influenzare il televoto. In risposta alle polemiche, l’EBU ha ridotto il numero massimo di voti per spettatore e limitato alcune attività promozionali.
La vicenda riporta al centro una domanda che ritorna spesso quando cultura, sport e intrattenimento incontrano i conflitti internazionali: che cosa significa davvero dichiararsi neutrali?

Una legge contro la denigrazione dell’aspetto fisico

Dal 16 maggio anche l’Italia ha una Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone: un riconoscimento voluto con tenacia dall’onorevole Martina Semenzato, che definisce il body shaming per ciò che è davvero: una forma di violenza psicologica, morale e materiale.
Nel suo editoriale per il Corriere della Sera, il presidente del CNEL Renato Brunetta ha raccontato in prima persona quanto queste ferite possano accompagnare una vita intera, riportando il tema fuori dalla dimensione della “battuta” e dentro quella della responsabilità collettiva. Per prevenirle è necessario fare rete, attraverso il coinvolgimento e la divulgazione, la cultura e la sensibilizzazione.
Noi di Parole O_Stili ci proviamo ogni giorno, e abbiamo la fortuna di poter contribuire a questa missione tramite collaborazioni preziose come quella con Eli Lilly Italia, da cui è nata la campagna “Non c’è forma più corretta” che contrasta lo stigma legato all’obesità.

Case condivise e case virtuali

In questi giorni abbiamo riflettuto su una parola su cui avevamo già avuto occasione di soffermarci in passato: casa. Avevamo raccontato che casa può essere tante cose diverse e che per ogni persona porta con sé delle sfumature di significato specifiche. Oggi, però avere una casa è una scelta che si scontra con la spaccatura enorme tra ciò che si vorrebbe e ciò che è realmente realizzabile.
In questo momento economico, l’acquisto di una casa risulta una scelta quasi utopica e le soluzioni di co-buying e co-housing sono modalità sempre più diffuse per risparmiare condividendo spese domestiche e spazi. La necessità di scendere a compromessi con la realtà è comune a un po’ tutte le generazioni, ma la GenZ ha trovato un modo per vivere la vita dei sogni: i videogames.
©Nintendo
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Ragazzi e ragazze trovano accoglienza e rifugio nei mondi virtuali dei cozy games, quei videogiochi rilassanti basati sulla semplicità e sulla cura come Animal crossing e The Sims. Qui è possibile costruire tutto ciò che nella vita reale è incerto ed esercitare il controllo sulle piccole cose. Funziona come per il subscription debt: si cerca una consolazione e una via d’uscita in risposta a una realtà instabile, precaria e scomoda.
Parole O_Stili
Notizie, spunti, iniziative e trend: scelti e raccontati con attenzione, per te.
🦚 Tutti pazzi per i pavoni di Punta Marina (tranne la signora Antonella).
☕ C’è un bar a Tokyo dove i camerieri devono dimenticare gli ordini.
🧳 “Viaggio” è la parola di cui ha scritto la nostra Presidente sul numero di Vita di marzo.
💻 Google ha lanciato AI Quests in Italia.

Segnalazioni belle

Una bella notizia che arriva da Seregno. Il Lions Club del Distretto 108Ib1, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale e le Farmacie locali, ha portato avanti "La forza in uno sguardo", un progetto di diffusione del Manifesto della comunicazione non ostile che ha raggiunto pubblici molto diversi: la cittadinanza, i dipendenti comunali, gli studenti e le insegnanti delle scuole di italiano per stranieri, i volontari della Casa della Carità e, da ultimo, il Consiglio Comunale dei ragazzi - con i rappresentanti delle scuole di Seregno dalla quinta primaria alla terza media. Un percorso che dimostra come i valori del Manifesto possano attraversare contesti, generazioni e culture diverse. Grazie a chi lo ha reso possibile.
Parole O_Stili
Il 14 maggio all'Università degli Studi di Milano si è tenuto "Le parole al limite. La necessità di un linguaggio responsabile", evento organizzato da UNA – Aziende della Comunicazione Unite attraverso PrHub, con il patrocinio di FERPI. La nostra Presidente è intervenuta portando il Manifesto della comunicazione non ostile come strumento concreto di riflessione, con un intervento intitolato "Le parole sono un ponte".

Appuntamenti

19 maggio
Ore 10.00 | La Presidente di Parole O_Stili Rosy Russo parteciperà a “Figli di Sana e Robusta Costituzione”, un incontro organizzato dalla sezione Figli e Genitori del Corriere della Sera. L’evento sarà un’occasione di confronto per approfondire le sfide odierne che coinvolgono la crescita di figli e figlie e le figure adulte di riferimento.
Ore 10.00 | Continua il percorso presso il Liceo Nordio di Trieste sul rispetto e la comunicazione non ostile, che proseguirà con altri due appuntamenti, giovedì 21 maggio e lunedì 25 maggio.
Ore 16.00 | Continua il percorso di formazione sulla didattica orientativa presso l’Istituto Madri Pie di La Spezia.
21 maggio
Ore 18.30 | Presenteremo il Manifesto della comunicazione non ostile nell’ambito del corso di comunicazione sociale organizzato dalle ACLI Provincia di Sassari. Porteremo esempi e case studies dedicati in particolare al terzo settore.
22 maggio
Ore 20.30 | Rosy Russo modererà un dibattito con mons. Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto, e Umberto Curi, filosofo, nell’ambito del Festival Biblico a Vicenza, riflettendo sullo scenario democratico attuale e sulla riforma sinodale.
25 maggio
Ore 11.30 - 12.30 | Rosy Russo terrà a Milano il primo incontro di un percorso formativo pensato per accompagnare ACPV ARCHITECTS in un lavoro sulla comunicazione quotidiana e sulla qualità delle relazioni.
Ore 14.30 - 15.30 | Adecco Italia sottoscrive a Milano il Manifesto della comunicazione non ostile. Un impegno concreto alla presenza della presidente Rosy Russo per promuovere, anche nel mondo del lavoro, una cultura delle parole capace di costruire relazioni più consapevoli, rispettose e inclusive.
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