Le parole hanno un peso reale.
Possono ferire, escludere, colpevolizzare.
Oppure possono diventare strumenti di cura.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità (World Obesity Day) Parole O_Stili, in collaborazione con Lilly e con il patrocinio dell’Associazione Amici Obesi, lancia il primo glossario europeo dedicato a un linguaggio più rispettoso, inclusivo e accurato quando si parla di obesità.
Un progetto nato in Italia nel 2025 e che oggi attraversa l’Europa.
Perché un glossario
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’obesità una malattia cronica complessa e multifattoriale, determinata dall’interazione di fattori biologici, genetici, ambientali, sociali e culturali. Eppure, il racconto pubblico continua spesso ad associare questa patologia a colpa o mancanza di volontà. Lo stigma resta una delle principali barriere all’accesso alle cure: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, influisce negativamente sulla qualità delle diagnosi e sull’aderenza ai trattamenti.
Da qui la necessità di creare un glossario: perché cambiare le parole non è un esercizio formale, ma un atto di responsabilità sociale e culturale condivisa.
Cosa contiene
“Non c’è forma più corretta” raccoglie e approfondisce parole e concetti chiave, evidenzia espressioni offensive o denigratorie, mette in luce formule apparentemente neutre ma in realtà inappropriate, invita a riflettere sull’impatto delle parole, propone alternative linguistiche più consapevoli: non per imporre formule perfette, ma per costruire uno sguardo più giusto.
Dall’Italia all’Europa
Pubblicato nel 2025 in lingua italiana con il patrocinio dell’Associazione Pazienti Amici Obesi, oggi il glossario è disponibile anche in polacco, rumeno, ceco e presto anche in croato e ungherese.
Ogni traduzione è stata realizzata secondo linee guida linguistiche condivise curate da Parole O_Stili, con la supervisione di Lilly, e prevede la validazione delle associazioni pazienti locali. Perché le parole attraversano le culture e anche il rispetto deve farlo.
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