Questo video manifesto nasce nell’ambito di una campagna promossa da Eli Lilly Italia in collaborazione con Parole O_Stili - con il patrocinio dell’Associazione Amici Obesi - per diffondere attraverso il glossario “Non c’è forma più corretta” l’importanza giocata dal linguaggio nella lotta allo stigma dell’obesità. Un’iniziativa motivata da una convinzione profonda: le parole non sono mai soltanto parole. Sono cornici. Sono sguardi. Sono possibilità.
Quando parliamo di obesità, contribuiamo a costruire il modo in cui quella condizione viene compresa, affrontata, vissuta. Possiamo scegliere un linguaggio che semplifica e giudica. Oppure un linguaggio che riconosce complessità, responsabilità condivisa, dignità.
L’obesità è una malattia cronica, complessa e multifattoriale, riconosciuta dalla comunità scientifica. Ma intorno a essa continua a circolare una narrazione che riduce tutto alla volontà individuale. Questa semplificazione alimenta stigma. E lo stigma non è un’opinione: è un ostacolo concreto alla cura, alla relazione terapeutica, alla qualità della vita.
Con questo video-manifesto, Eli Lilly Italia e Parole O_stili invitano a uno spostamento culturale, proponendo di guardare al corpo non come a un oggetto da classificare, ma come a una dimensione personale e relazionale; non come a un problema da esibire, ma come a una realtà da comprendere. Non esiste una gerarchia di corpi. Esiste, invece, la responsabilità di parlarne nel modo corretto.
Il glossario “Non c’è forma più corretta” offre strumenti pratici per adottare un linguaggio più accurato, fondato sulle evidenze scientifiche e orientato alla persona. Il video manifesto ne esprime il senso più ampio: ricordare che il linguaggio può contribuire a creare un contesto più giusto, più informato, più umano.
Scegliere parole appropriate non è un esercizio formale. È un atto di rispetto.È un modo per affermare che la salute non può essere separata dalla dignità.È un passo concreto verso una cultura della cura che non lascia indietro nessuno.
Perché ogni cambiamento culturale inizia da una scelta.E ogni scelta passa, prima di tutto, dalle parole.