Dettaglio ravvicinato di una pila di libri colorati con copertina rigida su uno sfondo grigio sfocato.

Zerocalcare e Euphoria: cosa hanno in comune?

306

08/06/26

Immagine header il Megafono giallo
Ciao!
Venerdì scorso il Parlamento ha approvato definitivamente il ddl Valditara sul consenso informato per le attività scolastiche che riguardano sessualità e affettività. La nuova legge prevede l'obbligo del consenso scritto dei genitori per questi percorsi nelle scuole secondarie e ne vieta lo svolgimento nella scuola dell'infanzia e nella primaria.
Il messaggio culturale che questa scelta porta con sé è gravissimo. In un momento storico in cui continuiamo a interrogarci su consenso, relazioni, violenza di genere e benessere delle nuove generazioni, e in cui sempre più ragazze e ragazzi cercano risposte online, sui social, nei contenuti pornografici o persino attraverso l'intelligenza artificiale, la politica sceglie di restringere gli spazi in cui questi temi possono essere affrontati in modo competente, strutturato e condiviso.
Ragazze e ragazzi continueranno a confrontarsi con temi come l'identità, l'affettività, il consenso e la sessualità indipendentemente da una firma su un modulo. Vietare o limitare questi percorsi non li terrà lontani dalla cosiddetta "ideologia gender", come sostengono alcuni promotori della legge, perché domande, curiosità, paure, sogni, dubbi e speranze continueranno ad esistere. La differenza è che d’ora in poi le giovani generazioni avranno ancora meno occasioni di dialogo, strumenti critici e opportunità di relazionarsi su questi temi con persone adulte preparate a farlo.
Quella del nostro Governo è una scelta che sembra dimenticare una cosa fondamentale: l'educazione affettiva e sessuale serve a fornire parole, strumenti e consapevolezza per comprendere sé stessi, gli altri e le relazioni che ci accompagnano per tutta la vita.
Educare al rispetto, al consenso, alle differenze e alle relazioni è una responsabilità che non possiamo permetterci di abbandonare. E per questo continueremo a parlarne.
Intanto, buon inizio settimana e buona lettura!

Due serie, due generazioni, stessa difficoltà a diventare grandi

Negli ultimi giorni si è parlato molto del controverso finale della terza e ultima stagione di Euphoria e del ritorno di Zerocalcare su Netflix con Due Spicci. A prima vista hanno poco in comune, eppure entrambe ruotano attorno allo stesso tema: crescere non risolve niente.
Lo fanno in modo diverso. Due Spicci ci riporta nella cornice animata di Rebibbia, dove i personaggi vecchi e nuovi di Zerocalcare si confrontano con conti da pagare, amicizie che cambiano e relazioni che scricchiolano, imparando che non sempre si può essere d'aiuto a chi si ama.
Illustrazione di Zerocalcare per il titolo "Due Spicci": il protagonista fluttua nel vuoto tra frammenti di vetro che mostrano i volti dell'Armadillo, di Secco e di un altro personaggio
© Zerocalcare
Con sguardo cinico e particolarmente disilluso, Michele Rech apre una riflessione sulle aspettative di una generazione cresciuta con l’idea di quella che sarebbe stata la traiettoria della vita e che poi, una volta adulta, deve ricalcolare il percorso. Perché, come ha spiegato l’autore in una recente intervista a Cattelan, “tutte quelle cose retoriche che si dicevano da più giovani sul valore dell’amicizia, della collettività, eccetera, sono cose molto vere ma a volte non sufficienti a fare un lieto fine.”
Euphoria fa lo stesso, chiudendo dopo un salto temporale di cinque anni il racconto iniziato nel 2019. Rue, Maddy, Jules, Cassie e Nate non sono più adolescenti, ma le fragilità che li accompagnavano sono ancora lì: le dipendenze, la difficoltà di costruire relazioni sane, la ricerca di un'identità in un mondo che chiede continuamente di performare. Euphoria ha raccontato per anni una generazione cresciuta tra social e vulnerabilità sempre più visibili, che ha imparato a nominare il disagio ma continua a interrogarsi su come trasformarlo in benessere reale. Senza trovare risposta.
Pur parlando a e di generazioni diverse, entrambe le serie raccontano una verità poco spettacolare ma molto reale: crescere non significa necessariamente “arrivare” da qualche parte. Significa invece imparare a convivere con l'incertezza, con i limiti e con le contraddizioni proprie e degli altri. E continuare, nonostante tutto, a cercare un modo per stare (possibilmente bene) al mondo.

Notteee prima degli esami 🎵

Ci sono momenti che restano impressi nella memoria come veri e propri riti di passaggio e gli esami di Maturità sono senza dubbio tra questi. Un traguardo cruciale che non riguarda solo i voti, ma segna il salto tra l’adolescenza e il mondo adulto. È un momento di scelte, cambiamenti e il coronamento di un percorso lungo cinque anni, con tutto ciò che si porta dietro: amicizie, relazioni, delusioni e prime volte. Ecco perché quando in radio parte Notte prima degli esami, ci rispecchiamo un po’ tutti e tutte nelle parole di Venditti, anche se la prova che abbiamo affrontato ha avuto forme diverse negli anni.
Il primo esame di Maturità ideato da Giovanni Gentile ben 103 anni fa prevedeva prove rigidissime su quattro materie con una commissione totalmente esterna. Una struttura, molto diversa da quella odierna, che rispondeva all’obiettivo di valutare con attenzione chi sarebbe passato e chi no. Da allora l’esame è cambiato, sono cambiate le valutazioni e le composizioni delle commissioni d’esame, adattandosi a diversi contesti storici e sociali come la pandemia da COVID. Ma una certezza è rimasta sempre: ogni anno studenti e studentesse hanno aspettato questo momento con ansia e emozione, a prescindere dalla tipologia di prova affrontata. Un mix inconfondibile che ha sperimentato chi ha affrontato la famigerata “terza prova”, chi ha scritto ed esposto tesine multidisciplinari e chi ha inaugurato il proprio esame orale con l’estrazione casuale di una busta.
Al centro dell’esame di quest’anno ci sarà il vissuto di studenti e studentesse, a partire dal colloquio orale aperto con una riflessione sul percorso scolastico e concluso con il racconto dell’esperienza di Formazione Scuola Lavoro. Una modalità che valorizza non tanto la preparazione nozionistica quanto la maturazione critica e la capacità di riflessione di chi studia. È un cambiamento curioso, che sembra stridere con la recente decisione di ridimensionare l’insegnamento della filosofia, tradizionalmente considerata come miglior maestra di pensiero critico.
Le strutture dell’esame cambiano e evolvono negli anni. Ieri come oggi però quello che conta davvero è ciò che questo momento ha significato e significa per generazioni di studenti: la chiusura di un percorso importantissimo per la crescita scolastica e personale e l’apertura di un nuovo capitolo che guarda al futuro, pieno di possibilità da esplorare.
Ai maturandi e alle maturande che ci leggono, se ci leggete, vogliamo dire una cosa: godetevi questo momento. In bocca al lupo!

Camminano tra di noi

Esiste, sul sito ufficiale della Casa Bianca, una pagina che si chiama Aliens. A una prima occhiata sembra dedicata agli UFO e alle teorie sugli extraterrestri; mentre si scorre, però, si scopre che gli "alieni" non sono creature provenienti da altri pianeti, ma persone con una storia di migrazione. Il sito racconta infatti l'immigrazione come una grande invasione nascosta all'opinione pubblica e resa possibile da una classe politica compiacente, mentre Donald Trump viene presentato come l'unico leader disposto a denunciarla e contrastarla.
Pagina web con grafica fantascientifica su sfondo stellato, caratterizzata dal titolo verde neon "THEY WALK AMONG US" e un testo relativo ai segreti del governo statunitense sugli alieni.
Il linguaggio è curato in ogni aspetto, a partire dal termine “alien”, già presente nella legislazione statunitense per indicare una persona straniera, fino all’utilizzo dei codici classici della fantascienza e del mondo militare. Raccontando di una minaccia invisibile, di un nemico che si nasconde tra di noi, di invasioni e difesa del territorio, le parole non descrivono un fenomeno, ma costruiscono un vero e proprio scenario di guerra.
È proprio qui che sta la gravità di questa operazione. Quando delle persone vengono raccontate come "alieni", "invasori" o minacce da cui difendersi, il rischio non è soltanto quello di alimentare paura e ostilità, ma anche rendere accettabile l'idea che alcuni esseri umani siano meno umani di altri. Trump lo sa molto bene e porta avanti questa pratica da anni: proprio per questo non possiamo liquidare questo sito come una provocazione. La disumanizzazione comincia da quello che scegliamo di accettare in silenzio.
Bocconi consapevoli con bordo del testo sbriciolato come se fosse stato mangiato
Notizie, spunti, iniziative e trend: scelti e raccontati con attenzione, per te.
🎶 La musica è lo sguardo con cui guardiamo il mondo.

Appuntamenti

12 giugno
Ore 20.30 | Saremo a Concordia Sagittaria per un intervento sul Manifesto della comunicazione non ostile dedicato ad animatori e scout AGESCI.
Immagine footer il Megafono giallo