Tutto quello di cui parleremo a Parole a Scuola! | Parole O_Stili
Immagine a fondo giallo con il logo di parole a scuola e i dettagli chiave dell'evento a destra. A sinistra, un tempera matite al centro di una spirale fatta di parole, che sono le keyword di tutti i panel della giornata.

Tutto quello di cui parleremo a Parole a Scuola!

266

28/07/25

Immagine header il Megafono giallo
Ciao!
La prossima edizione di Parole a Scuola prende forma.
Realizzata in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore, l'Istituto Toniolo e l’Osservatorio Giovani, quest’anno porterà oltre 40 panel dedicati ai grandi interrogativi che ogni giorno attraversano il mondo dell’educazione.
Non si tratta solo di “argomenti” da discutere, ma di questioni vive, radicate nell’esperienza quotidiana di insegnanti, educatori, educatrici, genitori. Dentro e fuori la scuola.
Anche le voci che ascolteremo non arrivano per raccontare teorie, ma per condividere ciò che vivono ogni giorno: esperienze sul campo, sguardi lucidi e strumenti concreti per orientarsi nel presente. Perché Parole a Scuola sarà prima di tutto questo, un invito a guardare da vicino tutto ciò che cambia. E a farlo insieme.

I temi

Apriremo uno spazio di confronto sull’Intelligenza Artificiale, ormai parte integrante della vita scolastica. Ma è uno strumento o un rischio? Una sfida o un’opportunità? Mentre ne esploriamo i confini, ragazze e ragazzi la usano già per studiare, trovare risposte, confidarsi. Il suo potenziale è enorme, la sua ambivalenza altrettanto.
Ci interrogheremo sul rapporto tra scuola e famiglia, in un tempo in cui i ruoli si confondono e le aspettative reciproche rischiano di diventare ostacoli. Cosa significa oggi essere alleati educativi? E come si ricostruisce il dialogo quando si spezza?
Parleremo di emozioni, perché non si può educare senza relazione, e non c’è relazione senza consapevolezza. Riconoscerle, nominarle, accoglierle è già un primo passo per averne cura.
Andremo a fondo su social, smartphone e minori, non per demonizzare ma per comprendere: cosa vuol dire crescere in un mondo iperconnesso? Come si insegna il valore del consenso, della privacy, della fiducia?
Infine, uno spazio sarà dedicato all’orientamento. In un presente fluido e incerto, aiutare ragazze e ragazzi a scegliere significa prima di tutto dare loro strumenti concreti per leggere il mondo e trovare la propria strada. Perché il futuro non sia solo una fonte di ansia, ma anche un orizzonte di possibilità.

Insieme a noi

Parole a Scuola sarà un’occasione per condividere dubbi, esperienze e intuizioni, cercando parole comuni e strumenti per generare cura.
Accanto ai docenti e alle docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ci aiuteranno a leggere i cambiamenti in atto, saranno con noi professionisti e professioniste che ogni giorno si confrontano con le sfide e gli interrogativi del presente. Tante voci diverse, e ognuna porterà con sé prospettive e approcci unici per guardare ai grandi temi della giornata da molteplici angolazioni. Tra queste:

Matteo Lancini

Psicologo, psicoterapeuta e docente, Matteo Lancini da anni aiuta adulti e istituzioni a leggere senza moralismi le fragilità dell’adolescenza, offrendo parole nuove per comprenderle davvero.

Norma Cerletti

Content Creator e Founder di Norma’s Teaching, è la creatrice di un metodo che unisce chiarezza, ironia e cura, ed è stata selezionata da Forbes come una tra i 100 under 30 che stanno cambiando il futuro dell’Italia per aver rivoluzionato il modo di insegnare e imparare la lingua inglese, che con lei diventa subito “fast, fun and fantastic”.

Enrico Galiano

Uno dei professori più amati d’Italia, capace di trasformare la quotidianità scolastica in storie che arrivano dritte al cuore. Autore di romanzi bestseller, creatore della webserie “Cose da prof” e promotore del movimento dei #poeteppisti, da anni porta avanti una riflessione profonda sul senso dell’educare oggi.

Bianca Arrighini

Co-fondatrice e CEO di Factanza Media, la realtà editoriale che ha reinventato il modo di raccontare l’attualità alle nuove generazioni. Con uno stile diretto, visivo e curato, ogni giorno dimostra che un’altra informazione è possibile, parlando a centinaia di migliaia di giovani.
Altre novità arriveranno presto.
Nel frattempo, non dimenticarti di segnare la data: 18 ottobre, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.

L’arresto di Obama

Donald Trump ha condiviso sul suo social Truth un video deepfake che mostra l’ex presidente Barack Obama mentre viene arrestato, ammanettato e poi chiuso in una cella. Un contenuto generato con l’IA, estremamente realistico e privo di ogni avviso sulla sua natura fittizia. E, come spesso accade, virale.
Non si tratta di un caso isolato. I deepfake – video, immagini e audio generati o modificati con IA, machine learning e reti neurali – stanno colonizzando gli spazi digitali che abitiamo ogni giorno. Sono in grado di imitare voci, volti e movimenti con un realismo sorprendente, rendendo sempre più difficile distinguere il vero dal falso. In pochi secondi, si può far dire o fare a una persona qualcosa che non è mai accaduto, con conseguenze enormi per l’informazione, la privacy e la sicurezza collettiva.
Il video del finto arresto di Obama è solo la punta dell’iceberg. Basta infatti una veloce ricerca per farsi un’idea dell’ampiezza del fenomeno: dal trend dello skibidi boppy, di cui abbiamo parlato la settimana scorsa, alla maxi truffa da 33 milioni che ha colpito pensionati e imprenditori nel nostro paese qualche mese fa, i casi si moltiplicano ogni giorno tra ironia, inganno e pericolo reale.
È ormai evidente: questi contenuti, sempre più realistici e virali, possono influenzare l’opinione pubblica, screditare, manipolare il consenso e alimentare campagne d’odio. In un contesto in cui ciò che appare conta più della fonte, è essenziale sviluppare le competenze critiche necessarie a distinguere ciò che è reale da ciò che è artificiale. Serve un cambio di passo culturale, e anche normativo. La Danimarca, per esempio, ha proposto la prima legge europea che tutela il copyright su corpo e voce, vietando l’uso non consensuale di deepfake.
Un segnale importante, verso una maggiore consapevolezza e responsabilità.

Appuntamenti

Giovedì 31 luglio
Ore 9:30 | Saremo in presenza a Milano, all’interno di una struttura del gruppo KOS, per il workshop “Parole che curano”. L’incontro rappresenta il primo passo verso la realizzazione di un approfondimento del Manifesto della comunicazione non ostile, pensato per il contesto delle RSA. Attraverso l’ascolto delle esperienze quotidiane di operatori, educatori, ospiti e professionisti sanitari, raccoglieremo spunti e riflessioni utili a costruire insieme una serie di linee guida illustrate, che saranno successivamente diffuse all’interno delle strutture KOS.

Immagine footer il Megafono giallo