Ascoltare le differenze, abitare la complessità | Parole O_Stili
Illustrazione astratta e geometrica composta da blocchi tridimensionali colorati (verde, blu, rosso, giallo e rosa), disposti come una città isometrica. I cubi presentano simboli grafici come frecce, croci, numeri e sfere luminose, creando un pattern complesso, dinamico e altamente strutturato.

Ascoltare le differenze, abitare la complessità

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15/12/25

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Ciao!
Questa settimana Il Megafono Giallo attraversa differenze che spesso vengono raccontate come fratture: tra generazioni, tra ruoli, tra chi ha potere e chi ne subisce gli effetti. Età, maternità, confini, identità: parole che non indicano solo condizioni, ma rapporti. E che diventano decisive quando smettiamo di usarle in modo astratto e iniziamo a guardare i dati, i fatti, le vite che le abitano davvero.
Parliamo di ambienti digitali che crescono insieme alle persone che li attraversano, di maternità che continua a pesare in modo sproporzionato sulle traiettorie delle donne, di confini geografici e simbolici che si stringono o si allargano a seconda di chi prova a oltrepassarli. Mettere queste storie in dialogo non serve a semplificare la realtà, ma a riconoscerne la complessità: perché le differenze, quando vengono ascoltate e non negate, possono diventare spazio di comprensione e non di esclusione.

Le generazioni nello spazio digitale

L’Australia è il primo Paese a vietare l’accesso ai social sotto i 16 anni. Una scelta pensata per proteggere l’infanzia, ma che riapre una domanda più ampia: quanto aiutano davvero i divieti sull’uso degli smartphone? Molti studi collegano l’uso intensivo dei social a un aumento di ansia e depressione tra adolescenti; Jonathan Haidt parla di un “ri-cablaggio” dell’infanzia sempre più online. Tra genitori divisi e soluzioni drastiche, emerge un dato: non bastano i divieti, serve ripensare come si cresce e si dialoga in un ambiente digitale ormai pervasivo.
TikTok mostra quanto sia complicato tenere insieme sicurezza, libertà e trasparenza quando una piattaforma ospita milioni di giovani: durante il TikTok European Trust and Safety Forum 2025, l’azienda ha presentato le misure adottate per gestire la sicurezza di uno spazio digitale frequentato soprattutto da persone giovani. L’AI diventa sia scudo sia rischio: aiuta a riconoscere minori, violenza ed estremismo sempre più “sfuggenti”, ma porta con sé nuove domande etiche, dai deepfake al lavoro umano che scompare. Un ecosistema fragile che ci ricorda quanto conti il modo in cui costruiamo e abitiamo lo spazio digitale.
La ministra dell'Università Anna Maria Bernini è stata contestata durante un suo intervento a Atreju, l’annuale kermesse di Fratelli d’Italia, da alcuni studenti critici verso la riforma del corso di laurea in medicina. La risposta della ministra alle contestazioni ha scatenato più di una polemica anche online, e si presta a una profonda riflessione sulla necessità di favorire il dialogo intergenerazionale.
La “listening age” di Spotify è diventata in pochi giorni un piccolo fenomeno pop: artisti e utenti si sono ritrovati improvvisamente più vecchi, più giovani, o semplicemente spiazzati dai propri gusti musicali. Un gioco che funziona proprio perché prende in giro l’idea che la musica abbia un’età, mentre oggi ascoltiamo tutto insieme, senza gerarchie né decenni obbligati. Tra meme, ironia e auto-racconti, Wrapped ci ricorda che la musica resta uno spazio identitario e condiviso, capace di attraversare le generazioni anche quando le piattaforme provano a incasellarla.
Fonte: SlideChef
Fonte: SlideChef

Madri, diritti e disuguaglianze strutturali

Il dossier realizzato da Fondazione per la Natalità e ISTAT e discusso durante l’edizione 2025 degli Stati Generali della natalità - ai quali ha partecipato anche la nostra presidente Rosy Russo - prova a ribaltare una narrazione diffusa: non è vero che i giovani non vogliono figli. Al contrario, i dati mostrano desideri forti di coppia e genitorialità che si scontrano con precarietà lavorativa, costo della vita e difficoltà di accesso alla casa. Intanto l’Italia tocca il minimo storico delle nascite e la popolazione invecchia rapidamente, con effetti economici rilevanti. La chiave indicata per invertire la rotta è strutturale: investire sul lavoro femminile e su politiche sistemiche di welfare, perché la natalità non è una scelta individuale isolata, ma una responsabilità collettiva.
Fonte: Stati Generali della natalità 2025
Fonte: Stati Generali della natalità 2025
Ne è una prova il recente Gender gap report dell’Osservatorio Job Pricing, dal quale la maternità emerge come un vero spartiacque: nel primo anno dopo la nascita di un figlio il reddito delle madri crolla e molte escono dal lavoro o riducono l’orario, assumendosi la maggior parte del lavoro di cura. Tra servizi insufficienti e part-time forzato, il divario salariale cresce e i percorsi professionali si interrompono. La discontinuità lavorativa nelle fasi di cura familiare è citata come una delle cause della "leaky pipeline" (tubature sgocciolanti), ovvero la perdita di talenti femminili lungo il percorso professionale.
In Italia manca ancora un dato fondamentale sulla violenza di genere: quanti siano i figli delle donne uccise. La proposta di legge presentata da Mara Carfagna punta a colmare questo vuoto con un registro nazionale degli orfani di femminicidio, per garantirne finalmente tutela, continuità e diritti. Oggi si stima che siano circa 3.500, ma senza un sistema unico molti aiuti restano dispersi. Non è una misura burocratica: è un modo per dire che chi ha visto la violenza più da vicino non può essere lasciato indietro.
La realtà degli “orfani speciali” resi invisibili dal vuoto dei dati e dalle fragilità istituzionali viene messa in luce anche dal libro di Donata Columbro Perché contare i femminicidi è un atto politico. Un testo che dimostra, dati alla mano, come dentro strutture patriarcali la maternità diventi spesso un ostacolo all’autonomia economica e alla possibilità di uscire da relazioni violente, mentre stereotipi e carichi di cura restano quasi interamente sulle donne. In questo scenario, sono spesso le madri delle vittime a trasformare il dolore in attivismo, portando nelle scuole l’educazione emotiva che lo Stato non garantisce.
Il fatto di avere una donna al vertice facilita l’adozione di politiche e provvedimenti per facilitare le altre? Ne parla Natascia Grbic nell’ultima newsletter di Fanpage Streghe, annunciando che Giorgia Meloni è la quarta donna più potente al mondo per Forbes.
Fonte: ANSA
Fonte: ANSA

Parole, potere e confini del presente

Nei primi giorni di dicembre Meta ha chiuso una rete di pagine italiane costruite su un modello comunicativo fondato sull’odio: antisemitismo esplicito, disumanizzazione, sessualizzazione e attacchi mirati anche a persone scomparse. Non singoli scivoloni, ma una linea editoriale coerente che normalizzava l’annullamento della dignità, fino a inviti diretti alla violenza e all’uso sistematico di stereotipi antisemiti. Un caso che mostra come il linguaggio non sia mai neutro: quando l’odio diventa racconto quotidiano inizia a presentarsi come opinione. È su questo terreno che maturano le violenze individuali e quelle sistemiche, dal recente attentato terroristico di Bondi Beach fino ai conflitti in cui la disumanizzazione di un popolo intero rende possibile ciò che oggi vediamo accadere a Gaza.
A New York il sindaco eletto Zohran Mamdani ha scelto di sfidare apertamente le operazioni federali contro i migranti, pubblicando un video che spiega ai cittadini come riconoscere i mandati validi dell’ICE, quali diritti costituzionali possono far valere e come proteggersi. È materiale che di solito diffondono gli attivisti, non un sindaco. Mamdani, nato in Uganda e pronto a “qualsiasi conseguenza”, denuncia i raid come crudeli e promette di proteggere una città con oltre tre milioni di persone immigrate. La sua posizione irrita il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, ma trasforma l’informazione sui diritti in un atto politico di tutela collettiva.
Oggi la disuguaglianza economica nelle democrazie occidentali non è così lontana da quella dell’Europa pre-rivoluzionaria. Negli Stati Uniti la ricchezza è concentrata come nella Francia del 1789, ma senza un re: al suo posto, una ristretta élite capace di trasformare il denaro in potere politico e di influenzare regole che riguardano anche l’Europa, dai diritti digitali all’intelligenza artificiale. Un promemoria scomodo: la disuguaglianza non è naturale, è il risultato di scelte politiche. E può essere cambiata.

Bocconi consapevoli

Notizie, spunti, iniziative e trend: scelti e raccontati con attenzione, per te.
Generazione Z: vivere nella frattura del mondo, un articolo di Francesco Filippi per Pubblico, la newsletter di Fondazione Feltrinelli.
Vita Bassa, lo spettacolo di stand-up comedy di Giorgia Fumo sui millennials e le differenze generazionali, è ora visibile gratuitamente su YouTube!
Ogni giorno dal primo dicembre fino a Natale la redazione di Chora e Will racconta una notizia in grado di “restituire un po’ di fiducia nel mondo, ma senza chiudere gli occhi sulla sua complessità”: è Un giorno migliore.
A Torino nasce il Pop-App Museum, un percorso museale dedicato ai libri animati, alle loro ingegnose soluzioni cartotecniche e alle connessioni con le moderne tecnologie multimediali.

Segnalazioni belle

Il 9 dicembre Parole O_Stili è stata ospite di DiverCity Mag allo STEP FuturAbility District di Fastweb + Vodafone. L’incontro, aperto dalla testimonianza di Gino Cecchettin, ha messo al centro la trasformazione del dolore in impegno culturale. Un percorso condiviso da Parole O_Stili, che con Rosy Russo ha richiamato la responsabilità del linguaggio e il suo ruolo nel dialogo con le generazioni più giovani.
Parole O_stili è raccontato come un progetto che unisce la persone anche nella missione digitale da La Chiesa ti ascolta. I missionari digitali si presentano a cura di Paolo Curtaz e Rosy Russo per Edizioni San Paolo: un volume che dà voce a chi è in grado di guardare al digitale non solo come un mezzo, ma come un ruolo reale da abitare con prossimità e fede.
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