Insieme a Rosy Russo, Paolo Borzacchiello, Marwa Elhakim, Alessandra Fidanzi ed Erika Mandraffino, abbiamo esplorato il rapporto tra intelligenza artificiale e umanità, interrogandoci su ciò che possiamo affidare alla tecnologia e su quello che, invece, richiede doverosamente il nostro giudizio, la nostra sensibilità e la nostra responsabilità. L'IA oggi può aiutarci a scegliere le parole, è vero, ma siamo noi a doverci chiedere quale effetto avranno sulle persone.
Ne abbiamo parlato proprio con Paolo Borzacchiello, esperto di intelligenza linguistica, in una conversazione con Rosy Russo che ci ha portato a esplorare il confine tra persuasione e manipolazione, il rapporto tra parole e comportamenti e la differenza tra ottenere consenso e costruire relazioni di valore.
Rosy: Noi all'intelligenza artificiale possiamo chiedere di scrivere e-mail, di scrivere un sacco di cose, perfino i messaggi WhatsApp. “Aiutami a capire meglio come sta vivendo l'altra persona quella cosa”, ad esempio. Addirittura chiediamo le parole per chiedere scusa alle volte. La provocazione è questa: se una macchina sa trovare le parole che sono più umane delle mie, allora io sono diventata meno umana? C'è qualcuno che mi sta superando? E come vivrà l'altro?
Paolo: Meno umana no, meno intelligente sì. Di sicuro c'è un impoverimento dell'intelligenza. Ma letteralmente parlando: noi siamo neuroplastici, cioè ogni volta che impariamo parole nuove, che ci sforziamo di capire, magari anche sbagliando, però facciamo uno sforzo cognitivo per comprendere l'altro, le sinapsi si muovono, se ne creano di nuove, diventiamo più intelligenti.
Nella misura in cui questa interpretazione viene fatta da una macchina, è ovvio che tu smetti di pensare, leggi, fai copia e incolla, e questa cosa ti rende non meno umana, perché l'umanità non si toglie, meno intelligente di sicuro, meno capace di relazionarti con l'altro.
L'intelligenza artificiale è uno strumento potentissimo e di cui io sono un grande sostenitore, tra l'altro, perché se lo usi in modo corretto, mantenendo acceso il tuo cervello, ti dà la possibilità di esplorare mondi infiniti. Però se lo usi per sostituire il tuo sforzo, il tuo ragionamento, la tua voglia di interagire con l'altro, allora diventa una cosa che ti condanna di sicuro a una fine non piacevolissima.