Al di là dei colori che scegliamo di indossare e dei valori che condividiamo, sono le persone a fare davvero la differenza. Valeria è stata una di queste. Ricordarla qui significa dire grazie per il modo in cui ha abitato questo progetto: con discrezione, intelligenza e profonda umanità.
È stato pubblicato il Report 2025 della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. Il documento restituisce una fotografia nitida (e difficile da ignorare) di ciò che accade ogni giorno negli spazi digitali che tutti e tutte noi abitiamo:
51.560 casi di reati informatici,
293 arresti e
7.590 persone denunciate. Questi numeri raccontano come la violenza online non sia un’eccezione alla regola ma una presenza costante che attraversa relazioni, servizi e vite.
I dati legati alla tutela dei minori e delle persone più esposte sono tra quelli che ci colpiscono di più. Nel 2025 si contano infatti 2.574 procedimenti per pedopornografia e adescamento online e 477 casi di Codice Rosso, soprattutto per forme di violenza che hanno una marcata connotazione di genere come lo stalking e la diffusione non consensuale di immagini intime. Dietro queste cifre impressionanti ci sono storie di paura e di abuso, ma soprattutto tantissime parole, immagini, messaggi e contenuti usati per fare del male.
Cosa si può fare per fermare questa ondata che sembra, complici anche l’uso scorretto delle nuove tecnologie, non doversi fermare mai? Accanto al contrasto investigativo, il report mette in evidenza un altro elemento centrale: la prevenzione. Nel 2025 migliaia di scuole, studenti e studentesse, docenti e genitori sono stati coinvolti in attività di sensibilizzazione, per affrontare la violenza digitale anche e soprattutto attraverso la responsabilità educativa condivisa.
Il fenomeno della violenza digitale, purtroppo, è molto più ampio e complesso di così e cercare di condensarlo in un paragrafo di questa newsletter ne sminuirebbe la portata. I dati, però, possono essere strumenti utili a capire, dare contesto ed evitare pericolose semplificazioni. Per questo, nello scrivere l’approfondimento che trovi adesso online sul nostro blog, abbiamo pensato che
Donata Columbro fosse la persona giusta da coinvolgere per arricchire il discorso. Giornalista e data-humanizer, è anche autrice di “
Ti spiego il dato”, newsletter dove condivide riflessioni su dati, dati, algoritmi, intelligenza artificiale e tecnologia con un approccio femminista intersezionale.
Forse l’episodio extra dell’ultima stagione di Stranger Things è la realtà che stiamo vivendo, soprattutto quando si parla di digitale e web. Più nello specifico, siamo prigionieri del Sottosopra, dove
la vendita di oggetti e simboli riconducibili all’ideologia nazista può avvenire senza particolari ostacoli, spinta da logiche algoritmiche e commerciali, mentre l’azione di Martha Root,
hacker tedesca vestita da Power Ranger che ha smantellato WhiteDate, White Deal e WhiteChild, tre piattaforme ispirate al pensiero suprematista bianco, è a tutti gli effetti illegale.