Ciao!
Quando abbiamo iniziato a lavorare a questa newsletter, ci siamo trovati davanti a un dubbio insolito: cosa raccontarti in queste prime righe? Da una parte,
la notizia della possibile diretta streaming dell'esecuzione dell'autore della strage di Fort Hood. Dall'altra,
il Premio Nobel per la Letteratura assegnato ad Anne Carson.
Due notizie che sembrano abitare mondi lontanissimi.
La prima ci lascia addosso una sensazione difficile da ignorare perché siamo davanti a una situazione che va ben oltre gli incontri pressoché quotidiani che abbiamo con la morte sui media o sui social, trasformando l’uccisione di una persona in un evento da seguire in diretta. Con tanto di pubblico. La seconda, invece, ci ha riportato alla memoria una citazione di Anne Carson che sembra scritta apposta per ricordarci quanto importanti siano le parole:
“Il linguaggio è ciò che allevia il dolore di vivere con gli altri, il linguaggio è ciò che riapre le ferite.”
Nel dubbio, te le abbiamo raccontate entrambe. Entrambe, alla fine, sono un doloroso promemoria del peso che ha il modo con cui scegliamo di raccontare, guardare e comprendere il mondo intorno a noi e di come il modo in cui ci relazioniamo con le altre persone abbia delle conseguenze che non possiamo ignorare.
Il Manifesto della comunicazione non ostile lo dice meglio di quanto possiamo farlo noi: “le parole sono un ponte”, che può aiutarci ad avvicinarci a ciò che non conosciamo, a comprendere esperienze lontane dalle nostre, a riconoscere l'umanità delle altre persone. Ma per attraversarlo dobbiamo prima scegliere di non voltare lo sguardo. E, soprattutto, di non abituarci a qualsiasi cosa.
Buona lettura!
L'amore ai tempi di TikTok
Non è la prima e non sarà di certo l’ultima, ma c’è una nuova teoria che sta girando su TikTok.
Si chiama “rock and star relationship theory” e divide le persone in due categorie: da una parte le
rock, le rocce, affidabili, pazienti e con i piedi per terra, dall'altra le
star, le stelle, più spontanee, esuberanti e imprevedibili. La combinazione di una rock e di una star permetterebbe di trovare un equilibrio all’interno della coppia.
Naturalmente, persone e relazioni sono più complicate di così e servono tante altre cose, come impegno e rispetto reciproci, per vivere una storia felice. Ma proviamo a fare un passo indietro: cosa succede quando a guardare questi video sono ragazzi e ragazze che stanno ancora scoprendo cosa significa amare ed essere amati?
A darci qualche elemento in più è la
Survey Teen 2026 di Fondazione Libellula, che ha indagato il rapporto tra adolescenti, ambienti digitali e modelli di genere. Ti lasciamo qualche dato:
- L'85% del campione intervistato ha visto sui social post o video in cui la gelosia e il controllo della persona partner vengono presentati come normali all'interno di una relazione.
- Il 92% si è imbattuto in contenuti che deridono o svalutano le ragazze, mentre l'89% ha incontrato narrazioni sui maschi alpha o sigma, sul body count e altri stereotipi di genere.
- Il 49% dei ragazzi ritiene che il messaggio misogino di un meme non sia particolarmente importante, purché faccia ridere, e il 50% considera normale che una ragazza debba curare il proprio aspetto fisico per evitare che il fidanzato guardi altre persone.
Proviamo a fare un esercizio: mettiamo da parte le percentuali e immaginiamo che cosa significano nella vita di tutti i giorni. Immaginiamo un ragazzo che condivide la propria posizione in tempo reale con la fidanzata, non perché gli faccia piacere ma per evitare che lei si arrabbi. Un ragazzo che pensa di essere autorizzato a tradire la persona con cui sta se non si veste o non si cura in un certo modo, oppure una chat di classe in cui circola un meme che prende in giro le ragazze e nessuno dice niente, perché è divertente.
Sarebbe facile dare tutta la colpa ai social, ma il problema è più complesso. TikTok e le altre piattaforme non hanno inventato niente, ma sono diventati luoghi in cui ragazze e ragazzi cercano risposte, esempi e modelli a fronte di una diffusa sensazione di incomprensione: il 44% dei partecipanti al report ha dichiarato di non sentirsi capito dal mondo adulto, percentuale che sale al 49% tra le ragazze.
Il punto, allora, non è soltanto farsi delle domande su cosa imparano scrollando sui social, ma anche ammettere che forse non stiamo dando loro abbastanza spazio fuori dagli schermi per fare domande, esprimere dubbi e parlare di amore, sesso e relazioni senza paura di essere giudicati.
“Quanto sei bella!” E poi?
Immagina una bambina che torna da scuola con un disegno, una storia da raccontare e una domanda che le frulla in testa da tutta la mattina. La prima cosa che le viene detta, però, è quanto sia carina con quel vestito nuovo. Non che ci sia niente di male, ma quando la bellezza diventa la prima e sola qualità che notiamo e valorizziamo, rischiamo che tutto il resto diventi, per lei, meno importante.
L’11 ottobre, la Giornata internazionale delle bambine, è stata presentata la campagna #ChangeTheCompliment, che unisce l'esperienza del
Dove Progetto Autostima e l'impegno di Parole O_Stili per una comunicazione più consapevole, con l'obiettivo di cambiare il modo in cui ci rivolgiamo alle bambine.