Connessione
Se la Rete Internet aveva posto le basi per creare una rete globale interconnessa, Facebook ha accelerato questo processo, dando la possibilità a ogni singola persona in possesso dell’accesso a internet di mettersi in contatto con un numero potenzialmente altissimo di altre persone.
Facebook è stato attivatore di comunicazioni e condivisioni. Ha accorciato le distanze fisiche tra le persone, ma soprattutto ha aperto la strada del digitale a molti, rendendo semplice l’utilizzo dello strumento. Tutto questo ha permesso la costruzione di community online e ha riunito tante diversità in un unico posto.
Sappiamo a cosa stai pensando: “magari non fosse stato inventato”. Oggi tutti si sentono in dovere di esprimere il loro parere su ogni cosa, le persone sono più distanti le une dalle altre e la quantità di violenza verbale è superiore alle belle community. Sicuramente c’è anche questo, così come spesso tendiamo a vedere soltanto le parti negative di una cosa, ma in realtà sono molte di più le persone silenziosamente attive nello scambio di informazioni, nello scambio di interazioni sostenibili e gentili. Sono tante le community di valore che si sono create intorno ad un argomento, una passione…
Forse dopo questi primi 20 anni dobbiamo provare a fare uno sforzo e cercare di vedere le parti illuminate di Facebook, consapevoli che quelle oscure esistono e vanno continuativamente monitorate.
Disinformazione
Le fake news non sono certo nate con Facebook ma, sicuramente, hanno trovato terreno fertile per raggiungere molte più persone (ricordi il valore delle connessioni?), e diventare una vera e propria strategia di manipolazione delle masse.
Non è complottista affermare che il social blu abbia giocato un ruolo significativo nell'influenzare l'opinione pubblica e la politica. Lo scandalo scandalo dei
dati Facebook-Cambridge Analytica “
è stato uno dei maggiori scandali politici avvenuti all'inizio del 2018, quando fu rivelato che Cambridge Analytica aveva raccolto i dati personali di 87 milioni di account Facebook senza il loro consenso e li aveva usati per scopi di propaganda politica.”Nel corso di questi anni la piattaforma ha provato, sembra non con molta convinzione, a contrastare la disinformazione ma le criticità, sia di tipo tecnico che economico, sono troppo varie per poter risolvere il problema in modo radicale.
Privacy
È qui, su questo punto, che Facebook ha forse operato uno dei più grandi cambiamenti. Quello che è cambiato con l’avvento del famoso social network è la percezione dell’importanza dei nostri dati personali.
Avendo reso giocosa e divertente la pubblicazione di pensieri personali, foto e altre informazioni della nostra vita, la nostra valutazione dell’importanza di dati privati che diventano pubblici si è significativamente abbassata. A questo si aggiunge la difficoltà per molti utenti di avere adeguate competenze digitali per settare in modo corretto le impostazioni della privacy sul proprio profilo personale, con la conseguente mancanza di controllo sulle informazioni che condividiamo.
Infine, non possiamo non citare tutte le attività di profilazione che Facebook (così come tutti gli altri social media) raccoglie in base alle nostre attività: i like, i click sui link, commenti, condivisioni, visualizzazioni di video, ecc…
Sul tema privacy, inoltre, Facebook è stato protagonista di altri grandi scandali (come accennavamo prima). Wired ha raccolto i 5 più importanti.
Approfondimento:
E il linguaggio?
Facebook lo ha cambiato in questi anni? E se sì, come?
Ci sono parole che prima dell’avvento del social di Menlo Park nemmeno sapevamo esistessero.
Un esempio? “Taggare” o “Postare”.
“Mi raccomando non taggarmi!”, “Dai che bella, questa la postiamo”, quante volte hai detto o sentito dire frasi come queste?
Per continuare ad approfondire l’anniversario del social media che ha cambiato il mondo, ti lasciamo qui alcuni articoli che abbiamo trovato interessanti:
Restiamo sul tema dei social media.
In Italia diminuisce l'età media del primo accesso in Rete e il 40,7% degli 11-13enni usa già i social media. È il dato emerso da una ricerca di Save the Children.
“In Italia utilizza Internet tutti i giorni il 78,3% degli 11-13enni, il 91,9% degli adolescenti nella fascia 14-17 anni e il 44,6% dei bambini tra i 6 e i 10 anni.”
Uno dei risvolti negativi dell’uso precoce dei social media? L’adescamento.
La fascia più coinvolta in questo tipo di episodi è quella dei preadolescenti tra i 10 e i 13 anni, un’età molto delicata durante la quale non si hanno ancora gli strumenti culturali e sociali per poter affrontare situazioni complesse, e dove la presenza dei genitori non è adeguatamente attiva nella vita social dei propri figli.
E se uniamo il tema genitori e social media arriviamo in USA dove, proprio in questi giorni, un’audizione alla commissione giustizia sui rischi delle piattaforme social per i bambini e gli adolescenti ha messo a confronto le principali piattaforme, come Meta (Facebook, Instagram), X, TikTok, Snapchat e Discord, con le famiglie di bambini vittime dell’uso dei social.
Hanno fatto il giro del mondo le parole proprio di Mark Zuckerberg: «Mi dispiace per tutto quello che avete dovuto passare. Nessuno dovrebbe attraversare quello che voi avete attraversato. È per questo che abbiamo investito così tanto per assicurare che altri non debbano vivere quello che avete vissuto voi».
Una dichiarazione che non ha convinto senatori e genitori, consapevoli che gli sforzi messi in campo da tutte le piattaforme non sono ancora sufficientemente adeguati.
Questa è la settimana di Sanremo e i social si stanno già scaldando, soprattutto le community dei cantanti in gara pronte a tifare e supportare i loro beniamini.
Ma qual è l’impatto che queste community possono avere proprio sulla competizione canora? L’agenzia di comunicazione DeRev ha stilato una classifica della “potenza social” prendendo in considerazione tutte le piattaforme social su cui è presente un profilo di ciascuno dei cantanti del Festival e il DeRev Score, ovvero un punteggio basato su un algoritmo proprietario.
La classifica:
1) Alessandra Amoroso
2) Fiorella Mannoia
3) Ghali