Una raccolta di copertine storiche e colorate del "5+", il giornalino scolastico del Liceo G. Oberdan di Trieste. Disposte su due file, le copertine mostrano sfondi dai colori accesi (verde, rosso, giallo, azzurro, rosa e arancione) interamente decorate con disegni a mano, vignette satiriche, caricature a fumetti e scritte in inchiostro nero realizzate dagli studenti.

Tre domande alla redazione del 5+

25/05/26

Il giornalismo scolastico in Italia è più vivo di quanto si pensi: secondo il Convegno Italiano della Stampa Studentesca, sono più di un centinaio le redazioni attive tra blog, podcast, webtv e pubblicazioni cartacee autogestite. Tra queste, alcune hanno una storia lunghissima da raccontare.
Il 5+ , ad esempio, da più di cinquant'anni dà voce a studenti e studentesse che hanno attraversato i corridoi del Liceo Scientifico G- Oberdan di Trieste e dietro ogni numero nasconde il lavoro e l'impegno della redazione che ne cura le uscite. Dalla raccolta degli articoli all'organizzazione del menabò, dalla stampa alla distribuzione delle copie classe per classe, le pagine di ogni numero raccontano anche la storia di una tradizione, passata di mano in mano tra generazioni diverse.
Abbiamo fatto tre domande (più una extra!) a due delle persone che fanno parte dell'attuale redazione del 5+: Iulia Andreea Nedelcu, che ha risposto in prima persona, e Raul Feier, attuale editore.

In un tempo in cui è facile pubblicare subito e senza mediazioni, il 5+ è uno spazio che richiede tempo, confronto, rilettura e responsabilità condivisa: perché, secondo voi, ha ancora senso portarlo avanti?
Dal nostro punto di vista (di adolescenti "amanti" dei social), un giornalino cartaceo rende migliore l’esperienza di comprensione di argomenti importanti come geopolitica, scienza, letteratura. Inoltre, essendoci tante sezioni, come l’Agorà, Pensierando (i due famosi e più antichi), Scienza, OberNEWS (per OberMUN ed eventi scolastici) e racconto libero, il giornalino dà la possibilità a tutti gli studenti di partecipare con temi di loro interesse e di conseguenza anche al resto della scuola, perché elaborati con più passione. Io in particolare ho partecipato al Giornalino 5+ fin dalla prima, quindi ormai per cinque anni! E posso dire che ho scritto gli articoli dai temi più disparati, dalla mitologia greca, ai Trojan del computer, fino a storie di argomento libero. È importante portare avanti un’attività di questo tipo perché mette in prima linea i ragazzi "esclusi", quelli che nel gruppo classe magari stanno in silenzio, ma nella loro mente ci sono le idee più belle, che con il nostro giornalino possono affrontare liberamente (o quasi). Infine un formato cartaceo permette agli studenti di tutta la scuola di ammirare il nostro duro lavoro e poterlo apprezzare.
Parole O_Stili
Che tipo di conversazioni ospita oggi, tra le sue pagine, che altrove fate più fatica ad avere? Ci sono temi che sentite particolarmente urgenti e che, soprattutto nelle conversazioni adulte, trovano poco spazio o non vengono affrontati con la giusta attenzione?
Sinceramente? Noi siamo molto liberi. La dirigenza della scuola (con la quale collaboriamo apertamente), capendo la necessità di informare i propri studenti sulle gravi situazioni, nazionali e mondiali, ci permette di presentare temi alquanto, come dire… geopoliticamente piccanti. Come la guerra in Ucraina, in Israele-Palestina, la condizione legale riguardante temi di tipologia ONU, diritti internazionali e personali.
È sicuro, siccome siamo un piccolo giornalino che oltre il Friuli Venezia Giulia faticherebbe ad andare, che siamo totalmente liberi di affrontarli. Più per la nostra libertà legale pure, siccome nessuno di noi fa parte dell’albo dei giornalisti, e sicuramente perché non soffriamo della dolorosa piaga della censura che nei giornali più importanti dei nostri affligge gli articoli più importanti non facendo quindi vedere la VERA realtà di guerre o del mondo in generale, perché perderebbero fondi.
Un giornalino scolastico, per definizione, vive dentro un'istituzione e dovrebbe anche avere la libertà di raccontarla. Vi è mai capitato di dover scegliere tra quello che volevate dire e quello che era invece "opportuno" dire?
Beh, come ho detto in precedenza siamo quasi totalmente liberi nella scelta delle argomentazioni, quindi se volessimo parlare dell'equipaggio della Flottiglia che afferma di esser stato maltrattato e posto in condizioni disumane, noi lo scriveremo così com'è, nudo e crudo come si suol dire. La verità non si deve filtrare sotto gli occhi di nessuno. Perché questo è il ruolo dei giornali, cioè dirci la verità quando i grandi capi non ne hanno tanta voglia. Quindi no.
Se doveste raccontare cosa significa, oggi, fare parte del 5+ senza parlare del giornale in sé, ma dell’esperienza che rappresenta, cosa direste?
È un’esperienza MAGNIFICA, come diceva la mia prof di italiano alle medie. È una di quelle esperienze che ti cambiano tanto, e che ti permette di capire cosa vuoi dalla vita. Io, ad esempio, grazie al giornalino ho capito che voglio fare la giornalista, e dire al popolo solo che la verità, così come sta. Come tutti i club scolastici, tutti hanno un po' di quella sensazione di partecipazione che in altri casi non avresti potuto avere. Io stessa ho trovato tanti amici con i quali durante le 4-5 ore di processo stampa dei giornalini, pagina per pagina, insultavamo la vecchia stampante che dopo ogni copia si fermava per dieci minuti o quando dovevamo ricordarci i turni di chi doveva consegnarli o chi doveva ricordarsi la chiavetta con i file.