Educazione all’uso etico dell’IA: il nuovo Manifesto della comunicazione non ostile | Parole O_Stili
un piccolo robot vintage

Educazione all’uso etico dell’IA: il nuovo Manifesto della comunicazione non ostile

15/04/25

Oggi parliamo con l’intelligenza artificiale ogni volta che:
  • scriviamo un prompt su ChatGPT,
  • chiediamo qualcosa ad Alexa o Siri,
    interagiamo con un chatbot o un assistente virtuale,
  • costruiamo contenuti usando generatori automatici di testo, video o immagini.
In tutti questi casi, usiamo le parole per dare istruzioni, chiedere, dialogare. Quindi il modo in cui ci esprimiamo condiziona la risposta dell’IA.
Ma l’IA non si limita a risponderci: produce comunicazioni al posto nostro che noi condividiamo: il post social scritto con l’IA, la mail aziendale generata automaticamente, l’annuncio pubblicitario costruito con un prompt, il messaggio promozionale o educativo tradotto e rielaborato da un algoritmo.
Quindi, quando usiamo l’IA per comunicare, non stiamo solo parlando con una macchina, stiamo parlando attraverso di lei agli altri. Ecco perché serve fare educazione all’uso etico dell’IA, così come serve consapevolezza e cura. Perché se non stiamo attenti, potremmo alimentare — senza volerlo — ostilità, esclusione o disinformazione.
Per questo è nato il Manifesto della comunicazione non ostile per e con l’IA, la bussola che Parole O_Stili ha pensato per accompagnare scuole, aziende, cittadini e cittadine a usare questi strumenti in modo etico, consapevole e responsabile.

Cos’è il Manifesto della comunicazione non ostile per e con l’IA?

È una dichiarazione di intenti. Un insieme di 10 principi scritti per ricordarci che, anche se l’IA è uno strumento, le scelte e le parole che la attivano sono ancora (e sempre) umane.
Non ci dice cosa non fare ma ci guida a progettare con cura, a non perdere di vista le persone quando parliamo con o attraverso un algoritmo.
Manifesto della comunicazione non ostile per e con l’IA
Questa versione del Manifesto è stata realizzata sotto la guida di Parole O_stili e del Professor Giovanni Boccia Artieri, sociologo dell’Università di Urbino Carlo Bo, grazie agli e alle studenti di H-FARM College.
Educazione all’uso etico dell’IA a scuola
A scuola, l’IA non è più un futuro lontano: è presente. Strumenti come ChatGPT sono entrati nella vita scolastica degli studenti con la naturalezza delle app di messaggistica o dei social. Non sono solo “un aiuto per i compiti”: sono diventati una scorciatoia, una compagnia, una fonte alternativa.
E allora? Cosa può fare la scuola?
  • Non demonizzare l’IA, ma nemmeno lasciarla usare senza contesto.
  • Aiutare studenti e studentesse a capire come funziona e cosa comporta.
  • Parlare di responsabilità, trasparenza, etica.
Il Manifesto della comunicazione non ostile per e con l’IA nasce proprio per questo:
  • spiegare cos’è davvero l’IA (e cosa non è),
  • discutere di bias, responsabilità, trasparenza,
  • stimolare la riflessione critica negli studenti,
  • costruire competenze digitali e civiche con strumenti semplici, concreti, attuali.
Parole O_Stili ha costruito uno speciale percorso formativo per il mondo scolastico che parte proprio dal Manifesto. Se vuoi saperne di più scrivici a info@paroleostili.it
Educazione all’uso etico dell’IA in azienda
L’intelligenza artificiale sta diventando parte della vita quotidiana anche in azienda: strumenti predittivi nei reparti HR, chatbot per il customer care, tool di automazione nel marketing, sistemi di analisi dati in tempo reale.
Tutto è più efficiente. Ma la domanda giusta è: a che prezzo?
Il Manifesto per e con l’IA è uno strumento utile anche per:
  • scrivere prompt inclusivi e rispettosi,
  • progettare contenuti che non escludano nessuno,
  • integrare l’IA nei processi senza creare nuove disuguaglianze,
  • non delegare all’algoritmo la responsabilità delle parole.
Ecco alcuni esempi concreti di come si può usare l’IA in azienda in modo etico, evitando che diventi uno strumento divisivo o discriminante:
1. Formazione inclusiva, non solo per “tech people”
👎 “Chi non sa usare questi strumenti si arrangi.”
👍 “Ti accompagniamo passo passo a capire come funzionano, senza paura.”
L’introduzione dell’IA può creare un divario generazionale e culturale interno. Per questo è fondamentale formare tutte le persone, non solo chi ha già familiarità con il digitale. Un linguaggio accessibile, esercitazioni pratiche, contesto: è così che si costruisce un’azienda che cresce insieme.
2. Prompt e output etici: il linguaggio conta anche quando lo scrive una macchina
👎 “Crea una descrizione per un candidato ideale: giovane, dinamico, ambizioso.”
👍 “Descrivi competenze e valori, evitando bias legati all’età, al genere o all’aspetto.”
Anche un prompt errato può generare comunicazioni discriminatorie. Chi lavora in HR o marketing deve imparare a scrivere richieste all’IA con responsabilità, pensando a chi leggerà o subirà l’impatto di quei contenuti. Il Manifesto della comunicazione non ostile per e con l’IA aiuta proprio in questo: a usare parole che rispettano le persone, anche quando passano da un algoritmo.
3. Comunicare con autenticità anche quando l’IA scrive per noi
👎 “Comunicato stampa generato da IA, tanto basta che sia corretto.”
👍 “Anche con l’IA, ogni parola rappresenta chi siamo. Cura, tono e verità restano nostri.”
Chi lavora in comunicazione o ufficio stampa deve mantenere il tono di voce dell’azienda e verificare il messaggio. L’IA può aiutare, ma non può sostituire il pensiero critico.
Parole O_Stili ha costruito uno speciale percorso formativi per il mondo delle aziende che parte proprio dal Manifesto. Se vuoi saperne di più scrivici a info@paroleostili.it
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